Accanto alle quattro classiche stagioni, in Giappone e in molti Paesi asiatici, è consuetudine considerare in estate l’esistenza di una “quinta stagione” nella stagione, ovvero il periodo delle piogge.

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In giapponese prende il nome di tsuyu (梅雨), letteralmente “pioggia di ume“, le prugnette giapponesi.
La fioritura dei pruni era, soprattutto in tempi antichi, molto più popolare di quella dei sakura:

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Varietà a metà tra una susina e un’albicocca, le ume diventano gialle e sono pronte per il raccolto prima del grande caldo.
Tipica di questo periodo è dunque la preparazione dell’umeboshi, ossia un processo di essiccazione e macerazione che, grazie allo shiso, sorta di basilico asiatico rosso, fa acquistare ai frutti il caratteristico colore rossastro.

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Aspre in modo molto marcato, incarnano bene il gusto tradizionale nipponico, rappresentato anche nell’iconografia di manga e anime:

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La “bocca da umeboshi” contratta per l’acidità è anche un modo per indicare le rughe che si formano intorno alla bocca col passare del tempo, quelle che noi chiamiamo “codice a barre”…
Per propiziare il bel tempo o, al contrario, attirare la pioggia, non c’è rimedio migliore del teru teru bozu (てるてる坊主), un pupazzetto con il potere di richiamare o scacciare lo spirito Amefurashi:

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Nel 1976, in occasione del 18° Zecchino D’Oro, alla famosa competizione canora per l’infanzia partecièò anche il piccolo giapponese Jun Aguni, con un brano intitolato proprio TeruTeru Bozu:



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Nelle costruzioni tradizionali, le grondaie sono abbellite con i kusaridoi (鎖樋), le “catene della pioggia”, che convogliano l’acqua lungo concatenazioni di elementi in metallo finemente lavorati, che accompagnano la caduta dell’acqua piovana verso il terreno, offrendo un gioco di suoni e luci indimenticabile:

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Questa è la stagione della fioritura delle ajisai (紫陽花), le ortensie, magnifiche nei loro molteplici colori:

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Al Kamakura Meigetsuin, i fiori trasformano questo luogo di culto nel “tempio delle ortensie”:

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Per combattere il caldo, sempre più popolari sono diventati i ventilatorini portatili, un must di sopravvivenza nelle umidissime estati coreane e giapponesi:



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La regina dell’estate, però, è solo una: la cicala che, con decine di specie in Asia, scandisce le giornate con il suo canto incessante, persino al calar del sole, nel caso della specie Higurashi:

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